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Vaping is NOT tobacco

Si chiama Vaping is NOT tobacco ed è la campagna europea lanciata dai sostenitori del vaping che chiedono una regolamentazione basata su studi scientifici che mostri le reali differenze tra gli effetti provocati dal vaping e quelli generati dal tabacco sulla salute.

Solo qualche anno fa si assisteva a quello che può essere considerato un boom legato alle sigarette elettroniche. Il principio che risiede alla base delle sigarette elettroniche è stato messo a punto in Cina, ma arriva in Occidente nel 2006. Le normali sigarette presentano nette differenze rispetto a quelle elettroniche. Queste ultime infatti non prevedono la combustione del tabacco (che provocano non pochi danni alla salute), ma sfruttano un meccanismo differente. Un dispositivo creato ad hoc consente infatti l’inalazione di vapore aromatizzato – da qui il termine “svapare” – e che contiene quantità variabili di nicotina. In questo modo, il fumatore con dipendenza, aspira tabacco evitando la combustione e l’inalazione di catrame, monossido di carbonio, sostanze iritanti (Arsenico, Cadmio, Cromo, Cianuro d’Idrogeno) e di altri gas tossici (in totale più di 400 sostanze tossiche), ma vive un’esperienza molto simile a quella del fumo di una classica sigaretta.

Secondo il Royal College of Physicians e il Public Health England, il vaping è meno pericoloso rispetto al fumo per almeno il 95%. Tuttavia, diversi studi hanno puntato il dito contro la presenza di sostanze che potrebbero essere dannose, come ad esempio il glicole propilenico. Quest’ultimo, anche se considerato sicuro, può provocare irritazione alle vie aree se inalato per lungo tempo, (Anche se, proprio questa sostanza e presente in tutti i farmaci che prevedono la terapia aerosolica sia nei bambini che negli adulti.)

I sostenitori europei del vaping, di fronte a una regolamentazione nazionale ed europea che considera le sigarette elettroniche pericolose quanto i prodotti di tabacco, hanno lanciato questa campagna proprio per fare richiesta di una regolamentazione specifica sul vaping e che sia attestata da studi scientifici. L’iniziativa infatti vuole aumentare il livello di consapevolezza sulle differenze tra il vaping e il tabacco, nella speranza che il vaping possa essere riconosciuto come strumento che permette l’accesso a prodotti meno rischiosi.

Per questi motivi negli ultimi anni le sigarette elettroniche sono state al centro di decine di studi per valutare gli effetti sulla salute umana. “Solo in Italia i fumatori di e-cig sono 1,3 milioni”, aveva dichiarato Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano.

Ha fatto scalpore nel 2016 una “revisione sistematica “ di tutti gli studi presenti nella letteratura scientifica, pubblicata sulla rivista Lancet Respiratory Medicine, poiché ha concluso che addirittura l’uso della sigaretta elettronica da parte dei fumatori – che non sempre la usano con l’obiettivo di smettere – sarebbe associato a una minore probabilità di sconfiggere la dipendenza da nicotina, pertanto inutile girarci attorno, non pare (ancora) esserci una risposta univoca alla domanda se le sigarette elettroniche facciano male altrettanto o più delle
classiche bionde, o se invece siano un buon compromesso tra vizio e salute. Nelle conclusioni a cui arrivano quasi tutti gli studi, infatti, emerge come il recente sviluppo di questo prodotto renda indeterminabile una risposta certa.

Inoltre con la presentazione di uno studio denominato “Zero rischi” la Lega italiana anti fumo celebrerà venerdì 9 giugno il suo No Tobacco Day. L’evento è organizzato in collaborazione con il Policlinico Vittorio Emanuele e l’Università degli studi di Catania già promotori di diversi studi scientifici valutando eventuali rischi a carico dell’apparato respiratorio per chi utilizza l’ecig per un tempo prolungato; tale studio sembra in grado di escludere danni per i consumatori.

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