EDITORIALE

La terapia con Plasma e Vaccino

Sono ritornati all’attacco i  . . . NO-VAX
Francesco Paolo DE LIGUORO

il Punto. L’EDITORIALE

Poiché ritengo che bisogna contrastare in tutti i modi la disinformazione, ecco che chi ha la pazienza di leggermi, avrà qualche ulteriore certezza e qualche ulteriore dato per controbattere i soliti disinformatori.

Voglio chiarirvi la differenza tra la terapia con PLASMA e VACCINAZIONE.

Un paziente quando guarisce da una infezione virale, come quella da Coronavirus, produce tante proteine che vengono definite anticorpi, che cominciano a circolare nel sangue ed iniziano una loro battaglia contro i virus.

E’ ne più ne meno come un esercito che viene arruolato e che comincia a combattere questa battaglia e le future battaglie, ma sempre contro gli i stessi nemici.

In sostanza, per essere un pò più chiaro, gli anticorpi prodotti contro il Coronavirus, sono specifici contro questo determinato nemico che li ha generati e non contro altri.

Ora, la novità che sta circolando, ma che di novità c’è ben poco poiché è da sempre noto, è possibile utilizzare il PLASMA dei pazienti già guariti di Covid-19, iniettandolo nelle vene degli ammalati e sottolineo AMMALATI.

Premesso che il trattamento non è privo di rischi, poiché ci possono essere anche reazioni avverse importanti come delle reazioni allergiche, la stessa febbre o addirittura lesioni polmonari, c’è però il grosso vantaggio che venendo trasfuso il solo PLASMA, ovvero solo la parte liquida del sangue, cioé quella che contiene anticorpi e non i globuli rossi, non è necessario che vi sia compatibilità di gruppo sanguigno tra il plasma del donatore e quello del ricevente.

Il problema però, e quì casca l’asino, è che la parola FINE per ritornare alla nostra normale vita la potremo scrivere SOLO quando sarà disponibile un vaccino per tutti, per i soggetti SANI ed è inutile che rincorriate le tante stupide notizie che circolano sul web.

I fatti sono questi: entro la fine dell’anno probabilmente avremo i primi sieri testati per sicurezza ed efficacia, poi occorreranno almeno altri 2-3 mesi per organizzare la produzione su larga scala e di conseguenza anche la sua distribuzione.
Una volta che il vaccino sarà pronto, non illudetevi che sarà subito disponibile per tutti, verranno inevitabilmente stabilite delle priorità, così come accade per la vaccinazione antinfluenzale: sicuramente i primi a riceverlo saranno quelle fasce della popolazioni considerate a rischio per età e condizioni di salute, poi a seguire dovrebbero venire gli operatori sanitari e le diverse categorie professionali a rischio e solo successivamente tutti gli altri.

Insomma se va tutto bene se ne parla per la prossima primavera (2021), pertanto non illudetevi e non illudiamoci, RESTIAMO IN CAMPANA !

E’ pur vero che le notizie dei contagi sono incoraggianti, ma il ROMPETE LE RIGHE di questi giorni è a mio avviso INGIUSTIFICATO !

Solita stupidità umana ….

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