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La mia avventura con il Covid-19

Premesso che al momento per come stanno andando le cose spero e prevedo un lieto fine, per coloro che desiderano conoscere il percorso di questa malattia da medico-malato, voglio raccontarvi questa mia avventura che riassumo in una sola parola: è una MONTAGNA RUSSA.

Innanzitutto, posso dire ad alta voce, SONO STATO FORTUNATO, per il semplice motivo che la mia malattia non ha evoluto nelle fasi successive che purtroppo determinano situazioni cliniche così allarmanti da richiedere il ricovero ospedaliero, ma che sia ben chiaro a tutto, al momento certezze del perché e del percome evolva NON CE NE SONO, sicuramente le co-morbilità, l’età, un cattivo approccio terapeutico fanno il loro lavoro, ma io ho visto intubati ed ho perso AMICI e PAZIENTI che non erano né anziani, né malati, né non trattati, né strafottenti, e dopotutto io non sono né giovane, né esente da malattie: pertanto il fattore “CULO” checché ne dicano i miei illustri Colleghi, io lo metto al primo posto.

Non tutti siamo fortunati ed io e la mia famiglia in questa circostanza lo siamo stati, ringraziando DIO.

Faccio il medico da 39 anni, sono uno specialista pneumologo e credo di avere un briciolo di esperienza, ma i sintomi di questa malattia sono strani: i primi giorni si parte con uno stato febbrile subdolo, poi incalzante, tosse secca, non senti odori e sapori, sei spossato, si altera il tuo intestino, hai dolori muscolari per tutto il corpo, manco ti avessero fatto un “paliatone”, insomma una influenza più forte del solito, ma quello che poi ti comincia a fare paura è quel senso di oppressione sul torace, per intenderci un macigno che qualcuno si diverte ad appoggiarti sulla parte anteriore e posteriore del torace, in alternanza, che ti provoca difficoltà nel respiro e che ti rende amico di uno strumento che conoscevi fino ad ieri solo perché eri medico: il SATURIMETRO.

Questo apparecchietto diventa il tuo compagno, la tua fissazione e quando vedi che il numero si avvicina al 90 cominci a tremare.

Se poi hai la sfortuna che in famiglia anche tua moglie ed i tuoi figli sono altrettanto contagiati, ti prende il panico. Devi rasserenare loro, ma contestualmente devi rasserenare Te: non è facile, credetemi !

Sale la febbre a ME, scende la febbre a TE, tu ti senti bene, io sto una schifezza: una MONTAGNA RUSSA.

Sai che sei sul ciglio di un burrone e che puoi precipitare da un momento all’altro, perché conosci da medico che ci sono altre fasi che ti possono attendere, ma nel mio caso oltre alle compresse ed alle fiale cadenzate ad orario con le applicazioni del telefonino, la principale terapia me l’hanno fatta, oltre ai parenti e gli amici, i PAZIENTI, incredibile !!!, questa volta sono stati loro a curare me: centinaia di telefonate, di sms, di messanger, di WhatsApp, con incoraggiamenti e proposte di aiuto per il quotidiano. Sì perché, questa malattia, ti crea anche un altro problema: ti isola !

Diventa un problema fare la spesa, e sì bisogna pur mangiare, i farmaci finiscono, bisogna buttare l’immondizia e c’è sempre qualcuno che da lontano ti guarda con sospetto: sei un appestato !

Fortunatamente la mia squadra allo studio porta la baracca avanti (GRAZIE RAGAZZI) ed il lavoro da casa non mi manca, anzi si è moltiplicato: quadruplicate le consulenze telefoniche, le richieste di tamponi, ma sei consento, che strano dirlo. Il tempo in una maniera deve passare, sei agli arresti domiciliari h24.

E comunque, non ti puoi e non ti devi lamentare. Io sono con ORGOGLIO UN MEDICO DI FAMIGLIA e devo continuare a prestare la mia assistenza ai pazienti, perché so che è un mio dovere, e TUTTI NOI medici di famiglia lo sappiamo e lo stiamo facendo, checché ne dicano i tanti colleghi giornalisti e i vari opinionisti televisivi, che continuano a “sputare sentenze”, pur non avendo mai messo piede, un solo minuto, di questi tempi, in un nostro ambulatorio.

So solo, e me ne rammarico, che in questo momento ho pazienti che hanno la necessità di ossigeno e stanno “sbattendo” perché ossigeno non se ne trova in farmacia, ho pazienti che hanno la febbre che non scende e … mi vedo avvilito per loro. Vorrei fare di più, ma non posso fare di più!

Nel frattempo però mi viene una rabbia, una ira, pensando che c’è ancora qualche STR..ZO che crede che sia tutta una farsa, una montatura e che continua il suo quotidiano da IMBECILLE fregandosene di tutto e di tutti, tanto è tutta una finta e lui giammai si ammalerà.

Ma forse ha ragione lui, anche questa è un questione di CULO !

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