APPROFONDIMENTIEDITORIALETERZA PAGINA

La sindrome da IDROCUZIONE: killer dell’estate

La sindrome da IDROCUZIONE: killer dell’estate
Francesco Paolo DE LIGUORO

il Punto. L’EDITORIALE

Il tragico episodio della piccola Lina di Ercolano, morta a soli 11 anni, annegata in piscina domenica sera alla Punta Quattroventi e che ha scosso l’intera comunità alle falde del Vesuvio, mi invita a questa riflessione che vorrei venisse condivisa dai lettori di ercolanochannel.it

Bisogna che tutti NOI quando ci accingiamo a fare il bagno a mare e/o in piscina, facciamo molta attenzione alla cosiddetta IDROCUZIONE, che è una particolare sincope che subentra dopo l’immersione in acqua, generalmente fredda, caratterizzata da riflessi neurovegetativi che possono causare la morte per arresto cardio-respiratorio o annegamento.

Tradotto in poche parole, è opportuno immergersi nell’acqua, in qualsiasi momento della giornata, quindi non solo necessariamente dopo aver mangiato, come è consuetudine credere, LENTAMENTE, al fine di evitare gli sbalzi termici, magari bagnandosi prima le gambe e poi la parte alta del corpo.

L’arresto di circolazione e di ossigenazione cerebrale può provocare uno svenimento, una sincope appunto, con perdita di coscienza, con conseguente annegamento qualora il soccorso non sia immediatamente disponibile.

Il rischio ovviamente si amplifica nella fase post prandiale dal momento che l’organismo, per favorire i processi di digestione, “sequestra” una maggiore quantità di sangue a livello addominale e quindi rende più probabile tale sindrome nell’impatto brusco di un corpo caldo in un acqua fredda.

Le cronache sono piene di questi episodi tragici e ciascuno di noi ricorda che già da bambini le nostre mamme erano solite raccomandare di far trascorrere diverse ore prima di consentire ai propri figli di immergersi in acqua. E seppure i meccanismi neurovegetativi non erano conosciuti, l’esperienza ancestrale induceva a giusti consigli.

Impariamo questo termine: IDROCUZIONE e diffondiamo il giusto messaggio: può salvare la nostra vita e quella dei propri cari.

Tags

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close
Close