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don Carmelo, un fotografo sportivo da leggenda

Lo incontri sui campi di calcio con una reflex tra le mani.
E’ una persona perbene, affabile, senza alcuna presunzione, amico di tutti. Ha una bella età, ma ancora tanta voglia di comunicare.

L’ho conosciuto su un campo di calcio e con rispetto ed educazione si è presentato porgendo un biglietto da visita. Ha un vezzo particolare che noi napoletani apostrofiamo come “una fissazione“, quella di farsi fotografare con chiunque gli passi davanti: calciatori, dirigenti, magazzinieri, arbitri, quarto uomo, Var, bandierina del calcio d’angolo, panchina, … l’importante che la foto gliela spedisci.

Soltanto dopo capisci tutto ciò, lui vuole essere ricordato e non solo per…

Non immagini chi sia e chi può essere stato; neanche io immaginavo fin quando non ti chiedono se conosci Carmelo Di Pilla, photoreporter sportivo che ogni domenica parte in auto da L’Aquila con qualsiasi condizione meteo e te lo ritrovi di fianco a fotografare ed a parlare per novanta minuti di calcio.

Mi dicono che e restio a raccontarsi e dove la passione per il calcio l’ha portato.

La sera del 27 maggio 1985 aveva 36 anni lontano da casa qualche migliaio di chilometri ed era nel settore Z dello stadio nel quartiere Heysel.
In quel settore non c’era il tifo organizzato bianconero (erano nella curva opposta), li c’erano famiglie intere, padri con i figli, gruppi di amici, entusiasti di aver preso posto con largo anticipo.
Peccato che quella macchia rossa sempre più grande si avvicinava minacciosa. Alle 18,50 Grobbelar faceva riscaldamento sotto il settore e assisté all’Inferno che di li a poco sarebbe scaturito. In migliaia si schiacciavano fra di loro terrorizzati e mentre gli Hooligans spingevano inveendo e lanciando bottiglie di vetro, la polizia belga colpiva con i manganelli chi cercava una via di fuga verso il terreno di gioco.
Poi, ti manca l’aria , non respiri. Un tonfo ed il buio.

Carmelo si sveglia dal coma in un ospedale di Bruxelles giorni dopo; è uno dei 600 feriti ma per un miracolo non è uno dei 39 dell’Eysel.

Il collega Carmelo Di Pilla, oggi, a circa 70 anni viene ancora allo stadio, non per tifare ma per gioire e comunicare che il calcio è un’altra cosa e non quella che lui ha incontrato trentaquattro anni fa.
Siamo onorati di conoscerti.

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