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Incredulità ad Ercolano per le fustelle false

L’indagine che ha portato all’arresto di undici persone, tutte incensurate, tra le quali i noti farmacisti di Ercolano, Cozzolino padre e figlio, nasce nella provincia di Milano nell’ottobre del 2017. Delle 11 persone arrestate, 5 sono detenute in carcere e 6 ai domiciliari.

La truffa delle fustelle era gestita da due organizzazioni, di cui la prima operava a Milano e nel suo hinterland, oltre che in Emilia Romagna. Questa si occupava del furto e del riciclaggio di farmaci a una casa farmaceutica italiana; ad essere arrestati sono stati una dirigente della casa farmaceutica, un magazziniere che sottraeva i farmaci nascondendoli in una zona diversa del magazzino, simulandone successivamente il furto.

Era poi un imprenditore bresciano che si occupava di fare ritirare i farmaci dotandoli di idonei documenti di accompagnamento per coprire la provenienza illecita. Successivamente, attraverso distributori del bresciano, i farmaci “taroccati” venivano indirizzati a farmacie della Lombardia e dell’Emilia, fruttando all’organizzazione centinaia di migliaia di euro all’anno.

Invece, la seconda organizzazione dedita al taroccaggio era da anni radicata in Campania e sarebbe stata gestita dai due farmacisti Cozzolino di Ercolano, padre e figlio, di cui il primo di 57 anni il secondo di 31, che avevano un deposito farmaceutico e due farmacie, una a Ercolano e l’altra a Napoli, oltre ad un deposito e due farmacie a Firenze.

I Cozzolino avrebbero acquistato i farmaci di ogni genere, antitumorali o antinfiammatori destinati alle aziende ospedaliere da soggetti compiacenti, rimuovendo le fustelle originali che indicavano che si trattava di medicinali destinati a strutture pubbliche e applicavano delle fustelle false che indicavano invece la destinazione della vendita al pubblico.
La stamperia è stata trovata a Napoli, con le fustelle e la carta simile all’originale da adoperare.

Il maggiore Salvatore Pignatelli del Comando dei Nas di Milano che ha curato l’indagine, nel corso della Conferenza stampa ha spiegato che “Considerando che l’Agenzia del farmaco dà la possibilità di acquistare farmaci per ospedali anche con l’80% di sconto, questa organizzazione realizzava guadagni che arrivavano fino al 50 per cento sul prezzo originale per un giro di affari che si attestava intono ai 5 milioni di euro l’anno”. Inoltre ha esplicitato che “i bollini applicati sulle fustelle erano realizzati talmente bene che non c’era modo di accorgersi della falsificazione: perfino alcune case farmaceutiche, interpellate nel corso delle indagini, hanno ritenuto valide le fustelle. Abbiamo dovuto far fare una perizia all’Istituto politecnico della Zecca dello Stato per accertarne la contraffazione”.

Insomma una bomba mediatica in città, incredulità, di cui nessuno si sarebbe mai aspettato nulla, considerando la stima da sempre posta nei confronti dei due noti farmacisti ercolanesi.

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